Cantine Lizzano: l’impronta di un popolo di vinificatori

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Immagina la terra di Puglia come una mappa densa di punti rossi che contrassegnano tanti tesori.

Immagina di prendere una lente di ingrandimento e sbirciare su quel puntino rosso e di scorgere una scritta – Lizzano -.

Man mano che l’occhio mette a fuoco, distingui meglio due colori: il blu e il verde.

Il blu, con tutte le sue sfumature fino alla trasparenza, appare nitido: è il mare!

Un mare di una bellezza straordinaria, pulito, cristallino, tra i più belli della costa sud del mare Jonio.

E il verde, un verde dalle varie sfumature e con la lente d’ingrandimento inizi a scorgere la macchia mediterranea, uliveti, ficheti e mandorleti.

Più in profondità c’è ancora del verde misto al rosso, è qui che puoi trovare il cuore pulsante del territorio Lizzanese: i vigneti e la passione.

Quel verde sfumato con il rosso, sembra un fiume impetuoso, che trova il suo sbocco naturale in un mare accogliente, in un porto sicuro: le CANTINE LIZZANO.

Una storia unica, pregna di passione e sentimento, ma anche di sudore e sacrifici.

LA STORIA: l’intuizione

Immagina di prendere una lente di ingrandimento e sbirciare su quel puntino rosso e di scorgere una scritta – Lizzano -.

Man mano che l’occhio mette a fuoco, distingui meglio due colori: il blu e il verde.

Il blu, con tutte le sue sfumature fino alla trasparenza, appare nitido: è il mare!

Un mare di una bellezza straordinaria, pulito, cristallino, tra i più belli della costa sud del mare Jonio.

E il verde, un verde dalle varie sfumature e con la lente d’ingrandimento inizi a scorgere la macchia mediterranea, uliveti, ficheti e mandorleti.

Più in profondità c’è ancora del verde misto al rosso, è qui che puoi trovare il cuore pulsante del territorio Lizzanese: i vigneti e la passione.

Quel verde sfumato con il rosso, sembra un fiume impetuoso, che trova il suo sbocco naturale in un mare accogliente, in un porto sicuro: le CANTINE LIZZANO.

Una storia unica, pregna di passione e sentimento, ma anche di sudore e sacrifici.

CANTINE LIZZANO OGGI

L’intuizione di Luigi Ruggieri, uno dei primi esempi di filiera corta, è stata premiata nel 1989 con il riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata (DOC).

Oggi la cooperativa è tra le più grandi e moderne del Sud-Italia, con oltre 400 soci vignaioli e 500 ettari di vigneti con vitigni autoctoni (Primitivo, Negroamaro, Malvasia, Moscato) e internazionali (Chardonnay, Pinot e Cabernet).

Si segue ancora la filiera corta e i tecnici professionisti ed esperti del settore curano e controllano le varie fasi; dalla coltivazione alla vendemmia fino alla vinificazione.

Attraverso anche l’ausilio di centraline per il controllo di temperatura e umidità del terreno e dell’aria , seguono i vari stadi di maturazione dell’uva per poi dare il via al giorno delle vendemmie.

Tutto ciò magistralmente supervisionato da un presidente donna – Rita Macripò.

Una donna minuta, dal carattere forte e identitario che gestisce un ruolo che, in questo comparto, è spesso affidato esclusivamente al mondo maschile.

Una donna che già alle 3 del mattino è in piedi portando avanti, con assoluta devozione, i valori e la mission della cooperativa con la stessa passione del fondatore.

Gli aneddoti e sicuramente i racconti più intimi delle Cantine Lizzano, sono passati anche dall’esperienza e dalla bocca di Vincenzo Cervellera, primo cantiniere di Cantine Lizzano.

Oggi ha più di 90 anni e ha sempre deliziato tutti, autoctoni e visitatori, con i suoi racconti sulla storia di Cantine Lizzano e su come tutti i soci sono fortemente legati al territorio e ai sacrifici e alle gioie comuni.

Racconti su come i viticoltori Lizzanesi: difendono la vigna durante l’inverno, la nutrono durante l’estate e infine ne raccolgono i frutti.

VISITE GUIDATE e cultura del territorio

L’intuizione di Luigi Ruggieri, uno dei primi esempi di filiera corta, è stata premiata nel 1989 con il riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata (DOC).

Oggi la cooperativa è tra le più grandi e moderne del Sud-Italia, con oltre 400 soci vignaioli e 500 ettari di vigneti con vitigni autoctoni (Primitivo, Negroamaro, Malvasia, Moscato) e internazionali (Chardonnay, Pinot e Cabernet).

Si segue ancora la filiera corta e i tecnici professionisti ed esperti del settore curano e controllano le varie fasi; dalla coltivazione alla vendemmia fino alla vinificazione.

Attraverso anche l’ausilio di centraline per il controllo di temperatura e umidità del terreno e dell’aria , seguono i vari stadi di maturazione dell’uva per poi dare il via al giorno delle vendemmie.

Tutto ciò magistralmente supervisionato da un presidente donna – Rita Macripò.

Una donna minuta, dal carattere forte e identitario che gestisce un ruolo che, in questo comparto, è spesso affidato esclusivamente al mondo maschile.

Una donna che già alle 3 del mattino è in piedi portando avanti, con assoluta devozione, i valori e la mission della cooperativa con la stessa passione del fondatore.

Gli aneddoti e sicuramente i racconti più intimi delle Cantine Lizzano, sono passati anche dall’esperienza e dalla bocca di Vincenzo Cervellera, primo cantiniere di Cantine Lizzano.

Oggi ha più di 90 anni e ha sempre deliziato tutti, autoctoni e visitatori, con i suoi racconti sulla storia di Cantine Lizzano e su come tutti i soci sono fortemente legati al territorio e ai sacrifici e alle gioie comuni.

Racconti su come i viticoltori Lizzanesi: difendono la vigna durante l’inverno, la nutrono durante l’estate e infine ne raccolgono i frutti.

L' ETICHETTA MANONERA - PRIMITIVO DI MANDURIA DOP

Per Lizzano e i lizzanesi, il vino è una presenza costante, “uno di famiglia” che conosce la storia, la dedizione e la passione di ogni singola persona che ha permesso a Cantine Lizzano di raggiungere un tale importante risultato.

Rappresenta l’unicità, come un’impronta digitale identitaria del territorio di Lizzano.

Ed è proprio l’impronta digitale che contrassegna l’etichetta di una bottiglia di pregio, MANONERAPrimitivo di Manduria DOP – pensato anche per i consumatori più esigenti.

Colore rosso rubino intenso, profumo ampio e complesso, leggermente speziato e fruttato, con sentori di prugne, confettura di ciliegia e chiodi di garofano.

Vino di grande corpo, morbido e ricco di tannini nobili, con un finale che regala note di cacao e vaniglia.

Affinato 6 mesi in botte grande di rovere francese e 6 mesi in tonneau con una gradazione alcolica di 15.5% vol.

Consigliato in abbinamento a primi piatti robusti, carni rosse e selvaggina e formaggi stagionati.

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